Solo “fiorellini”? La flora della Val Sedornia e della Val Conchetta

Una delle critiche mossa più spesso contro chi si oppone a questo progetto è che siamo “ambientalisti a tutti i costi”, come se fossimo autoproclamati difensori di ogni singolo filo d’erba del pianeta e che, con questo modo di ragionare, non è possibile fare più nulla, perchè è inevitabile che qualsiasi attività umana si “scontri” con la natura.

Vorremmo condividere con voi lettori questo approfondimento circa gli ambienti e la flora presenti nelle aree interessate dall’intervento, per illustrare come le ragioni ambientali che portiamo avanti a sostegno del nostro “NO” non siano banali o superficiali, né vengono da una sorta di “idelogia da partito preso”. Il fatto che la zona direttamente interessata ospita habitat unici nel Parco delle Orobie e che siano state censite in questo quadrante più di 1000 differenti specie, rendono questa zona peculiare, da proteggere: infatti sono nel cuore della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) IT2060005 “Val Sedornia, Val Zurio, Pizzo della Presolana”.

In un periodo storico in cui il dibattito diventa sempre più un tifo da stadio, con le varie squadre e rispettive tifoserie che si sfidano e si scontrano, ci auguriamo di dare uno spunto per approfondire un tema che spesso è poco conosciuto e sottovalutato, che porti ad un confronto informato in opposizione a inutili scambi di slogan.
Siamo convinti che si possa puntare ad un turismo più curioso e sensibile ai nostri territori, piuttosto che ad un turismo frenetico che, incurante delle conseguenze, calpesta e distrutgge ciò che viene considerato irrilevante al fine ultimo: più gente, più soldi.
Siamo convinti che si possa puntare ad un turismo che impari ad amare le Terre Alte, e non ad uno che le consumi.

Ringraziamo Luca Mangili di FAB – Flora Alpina Bergamasca per aver preparato per noi questa presentazione e vi lasciamo i collegamenti qui sotto:

LINK AL SITO DI FAB

LINK ALL’APPROFONDIMENTO: La flora della Val Sedornia e della Val Conchetta


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