PRENDIAMO ATTO!!!!

L’impegno civico richiede dedizione.

Serve molto tempo, spesso sottratto agli hobby, alle passioni, alle relazioni, alla famiglia.
Servono competenze, che si possono acquisire, ma talvolta bisogna rivolgersi a professionisti ed esperti.
Servono soldi, che bisogna raccogliere tramite eventi, oppure sborsare di tasca propria.

Servono idee, strategie, riflessioni su come portare avanti la propria lotta allo stesso tempo riuscire a coinvolgere altree persone e far passare il messaggio.
Serve pazienza e confronto con i compagni di viaggio, ognuno con il suo vissuto e la sua visione, i suoi punti di forza e i suoi punti deboli.
E si trova, tutto, per portare avanti un’idea di giustizia, di come dovrebbero andare le cose.

Che sia un problema sociale, un tema politico, una minaccia all’ambiente, il leit motif è sempre quello: impegnarsi e lottare per la cosa giusta.
Gli ostacoli sono innumerevoli: l’indifferenza di molta gente, per la quale sei solo un rompicoglioni; iter burocratici che, per chi non è del campo, sembrano spesso delle barriere invalicabili; l’avversario, che farà la sua parte nello screditare l’impegno e la dedizione che ci si dedica.


Ma anche quando si trovano tempo, persone risorse, quanto gli ostacoli vengoro superati, quando la battaglia è vinta, non è finita. A volte è la macchina stessa della giustizia a non funzionare.

Delusione, impotenza, rabbia: è l’apparato della giustizia che fallisce. E’ frustrante e scoraggiante, anche solo per coloro che hanno guardato la vicenda da lontano, che non ne sono stati i protagonisti.
Ma poi si raddrizzano le spalle cadute e si smette di guardare a terra rialzando il capo.
La lotta continua, più determinata che mai. Per quello che è giusto.

Molti conosceranno la vicenda di Lago Bianco, altri magari non ne hanno sentito parlare o hanno bisogno di rinfrescarsi la memoria, metteremo qui sotto due link a Veronica Vismara, che ha pubblicato un articolo e un video sul tema

Articolo
Video

Come spesso facciamo, non ci dilunghiamo troppo in descrizioni già ben fatte e curate da altri, ma vi invitiamo alla lettura e all’approfondimento.

Riportiamo però lo scritto del comitato “Salviamo il lago Bianco”. E’ il momento di raddrizzare le spalle, di rialzare la testa. Siamo con voi.

Link alla raccolta fondi


PRENDIAMO ATTO!

Prendiamo atto che la legge non è uguale per tutti.
Prendiamo atto, solo ora, che la Procura di Sondrio ha archiviato il nostro esposto a luglio 2025, senza avvisare il nostro legale come la legge prevede, senza rispondere alle infinite richieste di audizione che negli anni abbiamo fatto. Oltre a questo ha continuato a farci aggiornare l’esposto con perizie e documenti che finivano a nostra insaputa su un binario morto, sapendolo.
Prendiamo atto che secondo la “giustizia” Italiana devastare un habitat naturale protetto da svariati livelli normativi nazionali ed internazilnali non costituisce reato alcuno.
Prendiamo atto che non ostante la precedente condanna della corte di giustiiza europea le istituzioni italiane hanno reiterato il reato nei medesimi luoghi costruendosi un evidente artificio documentale per procedere al folle ed inattuabile cantiere aggirando le norme.
Prendiamo atto che i carabinieri forestali intervenuti sul cantiere non hanno effettuato i sequestri che la legge prevede in mancanza evidente di documentazioni (notifica preliminare di cantiere in primis) dispositivi di protezione, e ampie dissonanze tra progetto esecutivo e realizzato.
Prendiamo atto che, come testimoniato dai tanti abitanti della zona, quando un privato esegue un cantiere in zona di massima tutela lo Stato mette in campo, giustamente, i controlli piu severi e minuziosi, sopralluoghi dei medesimi carabinieri che utilizzano righello e goniometro per verificare il rispetto di progetti e norme. Solo per loro, evidentemente.
Prendiamo atto che la miriade di prove tecniche e documentali presenti nell’esposto ed esplicate nell’unico interrogatorio fiume che abbiamo subito presso la caserma della forestale di Bormio non ha sortito alcun effetto.
Prendiamo atto che non ostante l’imbarazzante ritirata fatta dopo i pasticci nelle perforazioni nessuna persona che ha causato gli evidenti errori, stuprando quel terreno torboso, abbia subito licenziamenti/demansionamenti, procedimenti amministrativi o legali, tutti saldi al proprio posto come nulla fosse successo, ed anzi! I medesimi attori sono stati poi chiamati al “ripristino” dei luoghi facendo mere opere di movimento terra che son considerabili tutto tranne che un ripristino.
Prendiamo atto che questo paese è alla canna del gas, una classe dirigenziale incommentabile utilizza il proprio potere per soggiogare il sempre piu ampio dissenso manifestato da liberi cittadini che vedono i propri territori sgretolarsi sotto giganteschi interessi economici e depauperarsi sempre piu nei bisogni e servizi essenziali.
La partecipazione civica al comitato salviamo il lago bianco è stata incredibile, commovente, è tutt’ora di ispirazione per le tante persone che in altri territori lottano contro abusi simili, e di questo ne saremo sempre fieri e orgogliosi. Aver unito cosi tante persone per un obiettivo comune non è cosa scontata, aver raccolto circa 8000€ ed averli interamente spesi in oltre 3 anni di battage legale/mediatico ci ha portato a questo punto morto.
Il cantiere ha fallito ed è stato smontato solo grazie alla tenacia di tutti noi e voi, questo resterà per sempre scolpito nella storia del parco dello stelvio. La Giustizia in cui tanto auspicavamo pare tutta via essere negata e non arrivare mai.
Dopo aver speso migliaia di ore in trasferte, sopralluoghi, incontri tecnici, politici, legali, aver raggiunto le massime istituzioni europee, la stampa e la TV nazionale siamo ora a dover prendere un’ultima decisione collettiva: soccombere alla situazione legale, lasciando che nessuno mai paghi per quanto accaduto, o fare un ultimo sforzo collettivo per arrivare quanto meno ad avere spiegazioni chiare, poter ottenere l’esito delle indagini, il motivo dell’archiviazione, la spiegazione del perchè lo Stato ha spinto un legale che rappresentava migliaia di cittadini su un binario morto, pregiudicando l’accesso alla giustizia sancito da leggi nazionali ed europee.
La decisione sarà corale come è sempre stata, come vige in una democrazia vera che almeno noi cerchiamo di rispettare ed onorare ogni giorno.
Per questo motivo chiediamo a tutti voi, pregiati amanti delle terre alte e sostenitori di questa memorabile battaglia di tanti Davide contro un Golia sempre piu tentacolare, come procedere.
Noi del direttivo in cosi pochi non abbiamo possibilità di coprire interamente le spese necessarie a questo ultimo step, e avremmo quindi deciso di chiedere un nuovo contributo a tutti voi, per dimostrare nuovamente al potere che il dissenso non si zittisce in questo modo becero, che l’unione di tante persone puo superare anche le sabbie mobili debitamente predisposte dal sistema per impantanarci tutti in un eterno silenzio e rassegnazione.
Per presentare formale reclamo davanti alla giustizia Italiana, integrare la petizione EU, far ricorso alla CEDU per violazione delle norme sull’accesso alla giustizia servono almeno altri 2.000€
Soccombere a questo punto ci pare vergognoso e irrispettoso rispetto quanto di buono ed efficace fatto sin ora. A dimostrazione che in questo paese a Giustizia si arriva solo spendendo ingenti somme di denaro rimettiamo a tutti voi questa scelta.
Vi chiediamo quindi di lasciare un commento a questo post, se la maggioranza concorderà apriremo una nuova pagina dí crowdfunding e proveremo a reperire le ultime risorse necessarie, se la maggioranza non concorderà questo sarà l’ultimo comunicato del Comitato Salviamo il Lago Bianco. Il cantiere è (per ora) fermo, Giustizia non è stata fatta, e mai sapremo il perchè.
A voi…


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